HONG KONG
L'energia vitale che ispira Hong Kong è qualcosa di incredibile. Dalla
sommità del Victoria Peak, cima che si erge al di sopra del porto
commerciale più attivo del mondo, è possibile rendersi conto di come
questa città sia costantemente impegnata a produrre ricchezza e di come
essa ne sia assolutamente orgogliosa. Nonostante il passato coloniale di
impronta britannica, Hong Kong
non ha mai rinnegato le sue radici e la sua cultura cinese. Ciò non ha
però impedito agli abitanti della città di nutrire sincere preoccupazioni
al momento della restituzione della colonia alla Cina nel 1997,
transizione poi rivelatasi meno dolorosa del previsto. Coloro che visitano
Hong Kong di solito impiegano alcuni giorni per adeguarsi al frenetico
ritmo di vita e, nel caso si stanchino presto, possono sempre visitare le
tranquille isole nei dintorni.
Avvertenza...
Il 23 giugno 2003 Hong Kong è stata esclusa dalla OMS dall'elenco delle
aree colpite dalla SARS
(Severe acute respiratory syndrome) una nuova sindrome respiratoria acuta
grave che può degenerare
in una forma di polmonite atipica.
Gli Inglesi presero possesso del territorio di Hong Kong nel 1841, in
seguito alle guerre dell'oppio. Il commercio di beni tra la Cina e gli
Europei andava avanti fin dal XVI secolo, ma solo negli ultimi tempi
l'importazione di tè e seta, sempre più richiesti in Europa, era diventata
davvero sfavorevole a causa del pagamento in argento. Nel 1773, gli
Inglesi decisero allora di fare arrivare dal Bengala 70 tonnellate di
oppio e di venderlo ai Cinesi in cambio dello stesso argento con cui essi
pagavano le merci. Allarmato dalla fuoriuscita di ricchezza dal paese e
dal crescente numero di persone che ormai non riuscivano più a fare a meno
della droga, l'imperatore decise di bandirne il commercio. Con l'aiuto di
funzionari cinesi corrotti, gli Europei continuarono a smerciare oppio
fino al 1839, anno in cui nuovamente l'imperatore emise un decreto in cui
ordinava di porre a fine a tale illecito. Forti della loro posizione, gli
Inglesi inviarono una forza di spedizione in Cina con l'intento di
compiere rappresaglie, assicurarsi condizioni di commercio favorevoli e
ottenere l'utilizzo di alcune isole. Dopo aver occupato militarmente
Canton (ora chiamata Guangzhou) e altri porti, essi arrivarono al punto di
minacciare un attacco a Pechino per avere l'isola di Hong Kong in
concessione perpetua. Nonostante entrambe le parti avessero impugnato
l'accordo tra di esse stabilito, un contingente di truppe al comando
dell'ammiraglio Gordon Bremmer requisì l'isola di Hong Kong il 26 gennaio
1841. A questo atto seguirono una serie di scontri tra Cinesi da una parte
e Inglesi sostenuti da Francesi, Russi e Americani dall'altra, che
portarono anche a un'invasione della Cina da parte di truppe inglesi e
francesi nel 1859. I Cinesi furono così costretti a firmare la Convenzione
di Pechino, mediante la quale cedevano la penisola di Kowloon e la vicina
Stonecutters Island agli Inglesi, i quali ottennero poi nel 1898 il
diritto di occupare per 99 anni i Nuovi Territori (per meglio proteggere i
loro interessi sull'Isola di Hong Kong).
Attraverso un processo graduale avvenuto prima della seconda guerra
mondiale, la città di Hong Kong perse il suo carattere commerciale e
diventò sede di industrie manifatturiere. Questa evoluzione venne prodotta
dalla guerra civile in Cina durante gli anni '20 e dall'invasione
giapponese degli anni '30, che spinse numerosi capitalisti cinesi ad
andare a vivere entro i sicuri confini della colonia. Quando l'embargo sui
beni cinesi deciso dagli USA durante la guerra di Corea minacciò di
mandare in rovina l'economia di Hong Kong, fu la città stessa ad attivarsi
per migliorare la propria capacità produttiva e imprenditoriale, aprendo
anche al settore bancario e finanziario. L'esistenza di Hong Kong fu
minacciata anche nel 1949, con l'arrivo dei comunisti al potere in Cina, e
negli anni '60 durante la Rivoluzione Culturale; ciononostante, la Cina
non decise mai di compiere la facile impresa di riprendersi Hong Kong,
proprio perché la sopravvivenza dell'una costituiva la sopravvivenza
dell'altra.
Nel dicembre 1984, gli inglesi accettarono di riconsegnare l'intera
colonia al termine del periodo previsto (che si riferisce ai soli Nuovi
Territori) piuttosto che mantenere il loro dominio sulle sole Kowloon e
Hong Kong Island. Questo accordo prevede però che l'intero territorio
mantenga il suo attuale status economico e sociale, nonché il suo sistema
giuridico, per un periodo di cinquant'anni a partire dal 1997. Con
l'avvicinarsi del momento della restituzione, vi sono state numerose
polemiche riguardanti la costruzione del nuovo costosissimo aeroporto e,
soprattutto, il livello di democrazia presumibilmente concesso dalle
autorità cinesi alla colonia. Hong Kong ha risentito della crisi economica
che ha colpito l'Asia alla fine degli anni '90 e si è trovata a
fronteggiare un aumento della disoccupazione, un forte calo dei prezzi
delle proprietà e un tasso di crescita che, dal forte 5% che caratterizzò
il periodo compreso tra il 1989 e il 1997, nel 2002 è sceso al -3%. Con la
sua economia basata sul libero mercato perché povera di risorse naturali,
la città stato ha accusato un durissimo colpo a causa dell'epidemia di
SARS. In ogni caso, una concreta speranza di recupero dell'economia si è
avuta con l'annuncio della prossima apertura di una nuova Disneyland a
Hong Kong nel 2005/2006. L'inizio dei lavori è previsto per la seconda
metà del 2004 e si tratterà del più cospicuo impegno finanziario sostenuto
dal governo dopo l'aeroporto Chek Lap Kok. A lungo termine, infatti, Hong
Kong vuole consolidare la sua immagine di capitale asiatica dell'arte,
della cultura e dei divertimenti. La Commissione Europea ha recentemente
descritto Hong Kong come una delle società più libere dell'Asia,
nonostante non sia una piena democrazia.


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