Regione di Venezia
Il dominio bizantino e l'invasione longobarda
Dopo sessant'anni di dominio goto, l'intera Venetia fu conquistata dal
generale Narsete all'Impero bizantino nel 555. Poco dopo, come racconta
Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum, nel 568 i Longobardi
guidati da Alboino, si impadronirono di Forum Iulii e delle zone interne,
lasciando ai Bizantini i centri verso la costa, a cui si aggiungevano
Oderzo e la via del Po (Padova, Monselice, Mantova e Cremona): l'invasione
fu forse frutto di un accordo, attraverso il quale la Venetia maritima,
sottoposta all'esarcato di Ravenna, veniva ormai separata dalla Venetia
mediterranea nell'interno.
Una delle conseguenze della nuova invasione fu il trasferimento delle
autorità civili e religiose, che furono molto probabilmente seguite da
parte notevole degli abitanti, dai centri dell'interno verso la costa,
dove già nel secolo precedente si erano andati rafforzando e sviluppando
gli scali di Chioggia, l'antica Malamocco (distrutta per una catastrofe
naturale agli inizi del XII secolo e ricostruita quindi nella sede
attuale), Jesolo, Torcello e Caorle: il patriarca di Aquileia, Paolino, si
trasferì a Grado, che ospitava già un castrum e due chiese. Il processo di
separazione tra regioni costiere e interno fu forse accentuato da una
serie di alluvioni (Paolo Diacono descrive come "diluvio" quella del 589)
che mutarono l'assetto idrografico.
Nel VII secolo il dominio longobardo si espanse fino alla via Annia: nel
639 fu conquistata Oderzo (poi distrutta nel 669) e i bizantini fondarono,
poco distante dalla via che fungeva da confine, un nuovo centro
amministrativo, la Civitas Nova, o più tardi Civitas Heracliana o Heraclea,
dal nome dell'imperatore bizantino Eraclio. La divisione tra i domini
bizantini e quelli longobardi venne sancita agli inizi del secolo, anche
da una nuova suddivisione ecclesiastica: il patriarca di Aquileia, ormai
con sede a Grado, aveva giurisdizione sulle chiese del dominio bizantino,
mentre per le chiese dei domini longobardi venne nominato un nuovo
patriarca, che pose la sua sede presso Cividale (a Cormones). Nello stesso
periodo vennero fondate nuove chiese basilicali, attestate dalle fonti o
dai resti archeologici a Caorle, Jesolo e Torcello.
Nell'VIII secolo il re longobardo Liutprando fissava stabilmente i confini
con la Terminatio Liutprandina. Nel 740 l'esarca di Ravenna, Eutichio, fu
costretto dall'attacco longobardo a rifugiarsi temporaneamente nei domini
bizantini della laguna veneta. Poco dopo (742-743) la sede del dux
bizantino che governava la Venetia maritima fu trasferita da Civitas Nova,
sulla terraferma, a Malamocco, testimoniando un sempre maggiore interesse
per le attività e i commerci marittimi.
Nel 751 il re Astolfo conquistava definitivamente Ravenna, ponendo fine
all'esarcato bizantino, ma ribadiva il decreto di Liutprando: la Venetia
maritima pur rimanendo formalmente dipendente dall'impero bizantino(la
dipendenza si protrarrà fino al IX secolo), acquistava una sempre maggiore
autonomia di governo e di commercio.
La nascita della città di Venezia
Nelle isole lagunari vicino a Malamocco, il trasferimento della sede
ducale dovette comportare un intensificarsi degli insediamenti. Nel
775-776 vi venne creata la sede vescovile di Olivolo. Durante il governo
di Agnello Particiaco(811-827) la sede ducale venne quindi trasferita da
Malamocco alla meglio difesa "Rivoalto" (l'attuale Rialto ). Furono
costruiti il monastero di San Zaccaria, un primo palazzo ducale e la prima
basilica di San Marco. Nell'897 il doge Pietro Particiaco]] eresse una
difesa (civitatis murus) tra Olivolo e Rialto. I materiali da costruzione
per queste edificazioni, secondo l'uso dell'epoca, furono tratti dalle
rovine delle antiche città romane più prossime alla costa, in particolare
da Altino. I primi abitanti della città di Venezia non possono essere
considerati dei fuggiaschi come i loro antenati, ma avevano già sviluppato
diverse attività sul mare. Molti di loro vivevano ancora della pesca e del
commercio del sale, altri erano calafatari e carpentieri, ma i più
facoltosi spingevano già i loro traffici al di fuori della laguna.
Nell’828 i Veneziani trasferiscono il corpo dell’Evangelista Marco nella
cappella del Palazzo ducale, già sorto nell’isola di Rialto. Secondo la
leggenda, due mercanti, Tribuno e Rustico, capitarono in Alessandria
d’Egitto nel momento in cui il Califfo faceva saccheggiare la chiesa
cristiana dove era conservato il corpo di San Marco (martirizzato nel 68).
Temendo che il sacro corpo venisse profanato, i due mercanti lo
trafugarono, trasportandolo sulla loro nave, in un cassone di legno
ricoperto di quarti di maiale. I veneziani gli diedero poi onorata
sepoltura nella prima basilica di San Marco e lo elessero loro patrono.
Questo evento accrebbe il prestigio di Venezia, non solo come capitale
ducale, ma come sede religiosa e comportò in seguito il trasferimento
della sede patriarcale.
Lo sviluppo di Venezia
Venezia, posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, sviluppò un forte
spirito d'indipendenza che la portò ad essere la più potente tra le
quattro più celebri Repubbliche marinare. Rivaleggiava con Genova e il suo
predominio sull'Adriatico era tale che i veneziani lo indicavano con il
nome di "Golfo di Venezia"; le repubbliche marinare di Ancona e di Ragusa
(Dalmazia) solo con una stretta alleanza reciproca riuscirono a rimanere
indipendenti e a continuare i loro traffici con l'Oriente, altrimenti
dominio esclusivo dei navigatori veneziani. In questa chiave si deve
leggere l'alleanza stretta nel 1174 da Venezia con il Sacro Romano Impero
con l'intento di assediare Ancona. L’assedio di Ancona fallì militarmente
ma ebbe il pregio per i Veneziani, che avevano perso recentemente
l’alleanza di Bisanzio, di ingraziarsi l’imperatore Federico Barbarossa e
di fargli dimenticare la precedente adesione alla lega antimperiale di
Verona che nel 1164 era stata promossa dal pontefice Alessandro III.
Il capo del governo era il Doge (corrispondente al latino dux),
teoricamente eletto a vita, ma in pratica, spesso costretto a rimettere il
proprio mandato a seguito di risultati insoddisfacenti del proprio
governo.
Nei secoli Venezia divenne la capitale della Repubblica Veneta, che fu la
più lunga e duratura repubblica della storia (circa 1100 anni), fu per
secoli una delle maggiori potenze europee.




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