NICARAGUA (AMERICA CENTRALE)
A colpo d'occhio
- Nome completo del paese: Repubblica del Nicaragua
- Superficie: 129.494 kmq
- Popolazione: 5.465.100 abitanti
- Capitale: Managua (1.146.000 abitanti, 1.390.500 abitanti nell'area metropolitana)
- Popoli: 69% meticci (amerindi e bianchi), 17% discendenti degli europei, 9% discendenti degli africani, 5% popolazioni indigene
- Lingua: spagnolo (uff.), chibcha
- Religione: 85% cattolica; protestante
- Ordinamento dello stato: repubblica presidenziale
- Presidente: Jose Daniel Ortega Saavedra (2007)
Profilo economico
- PIL: 12,34 miliardi di dollari
- PIL pro capite: 2.300 dollari
- Tasso annuale di crescita: 4%
- Inflazione: 9,3%
- Settori/prodotti principali: industria alimentare, prodotti chimici, tessuti, abbigliamento, calzature, raffinazione e distribuzione del petrolio, legname, oro, argento, rame, piombo, zinco, gamberi, aragoste, cotone, tabacco, caffè, canna da zucchero, banane, riso, cereali, sesamo, soia, fagioli, allevamento, latticini
- Partner economici: USA, Germania, Canada, Costa Rica, Honduras, Venezuela, Guatemala, Messico
Il Nicaragua, il paese più vasto dell'America Centrale, confina a nord con l'Honduras e a sud con il Costa Rica ed è bagnato a est dal Mar dei Caraibi e a ovest dall'Oceano Pacifico. Il paese è suddiviso in tre regioni distinte: le pianure del Pacifico, la zona montuosa centro-settentrionale e le pianure caraibiche, note anche come Costa dei Mosquitos, o Mosquitia. Le fertili pianure del Pacifico sono intervallate da circa quaranta vulcani e dal grande Lago Nicaragua, il lago più vasto dell'America Centrale. La Costa dei Mosquitos è un'area scarsamente popolata rivestita dalla foresta pluviale in cui sfociano molti degli ampi fiumi che originano dalla zona montuosa centrale.
Il Lago de Nicaragua è popolato da rare specie di pesci, tra cui l'unico squalo d'acqua dolce del mondo, e da un'abbondante varietà di uccelli. Nelle foreste d'alta quota e nelle foreste pluviali nord-occidentali vive una variegata fauna comprendente ocelot, facoceri, puma, giaguari, bradipi e scimmie ragno. Le foreste ospitano numerose specie di uccelli tra cui colibrì della cannella, picchi rossi, scriccioli dal petto striato, eleganti trogoni, splendidi falchi e persino quetzal, gli uccelli sacri dei maya. Nelle giungle della costa caraibica si possono ammirare alberi che raggiungono i 60 m d'altezza e offrono rifugio a boa, anaconda, giaguari, cervi e scimmie urlatrici.
Il clima nicaraguense varia a seconda dell'altitudine. Le pianure del Pacifico presentano costantemente una temperatura estremamente elevata, sebbene nella stagione delle piogge (da maggio a novembre) vi si possano trovare aria fresca e campagne verdeggianti; nella stagione secca (compresa tra dicembre e aprile), invece, la zona è battuta da venti che trasportano nuvole di polvere bruna attraverso le pianure. La costa caraibica è calda e umida e può essere colpita da intense piogge durante la breve stagione secca (che va da marzo a maggio). Le montagne della regione settentrionale sono molto più fresche delle pianure.
Nel novembre del 1998 il Nicaragua è stato devastato dall'uragano Mitch, una delle più violente tempeste che abbiano colpito il paese nel XX secolo.
Rischi sanitari
vaccinazioni consigliate: difterite e tetano, epatite virale A, epatite virale B, febbre tifoide, rabbia.
In Nicaragua non è sicuro bere l'acqua di rubinetto, per cui è consigliabile consumare solo acqua in bottiglie sigillate oppure bevande calde. In alternativa l'acqua corrente può essere trattata facendola bollire per almeno 15 minuti, al fine di garantire la più efficace delle purificazioni.
Il rischio di malaria è maggiore nelle aree rurali, alla periferia di Managua e durante la stagione delle piogge nelle pianure nord-orientali. Per conoscere quali farmaci assumere per la profilassi, i relativi dosaggi, i tempi, le modalità di assunzione e le controindicazioni, e comunque quale regime sia preferibile nel vostro caso, rivolgetevi almeno 15 giorni prima della partenza al Servizio di Medicina dei Viaggi della vostra ASL.
Altri rischi: insolazione dengue, rabbia. In alcune zone interne del Paese sono presenti malattie endemiche come colera, malaria, dissenteria, congiuntivite, meningite, ecc.
Consigliamo di portare con sé una piccola farmacia da viaggio e di stipulare un'assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l'eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro paese.
Managua
La capitale del Nicaragua, che si estende lungo la sponda meridionale del Lago de Managua, è una città affollata in cui vive più di un quarto dell'intera popolazione nicaraguense. Devastata dalle catastrofi naturali, tra cui due terremoti soltanto in questo secolo, la capitale non ha più un centro proprio a causa del sisma del 1972. Se siete già stati a Managua alcuni anni fa, noterete ora importanti cambiamenti, perché lo sviluppo economico ha prodotto un vero e proprio boom edilizio. Salterà subito agli occhi, comunque, che non tutti hanno beneficiato delle maggiori ricchezze e che la povertà è ancora molto diffusa.Molti degli edifici più interessanti di Managua si situano intorno alla Plaza de la República; tra questi vi è la cattedrale municipale, un edificio che sorge sulla sponda del lago e che è ora aperto al pubblico, dopo esser stato restaurato con l'aiuto di finanziatori stranieri. In prossimità della cattedrale si trova il Palacio Nacional, anch'esso recentemente ristrutturato, il cui ingresso è adornato da due giganteschi ritratti di Augusto Sandino e Carlos Fonseca. Il museo Huellas de Acahualinca contiene le antiche orme di esseri umani e animali che fuggivano da un'eruzione vulcanica dirigendosi verso il lago. Nel Museo de la Revolución si possono invece osservare interessanti mostre storiche, allestite con particolare enfasi, sulla lotta rivoluzionaria di questo secolo. A Managua ci sono anche diverse lagunas, dei laghi vulcanici molto frequentati dai bagnanti.
Il Barrio Martha Quezada è un quartiere residenziale costellato di pensioni alla mano e di economici luoghi di ristoro. È qui che in genere si incontrano i turisti che viaggiano in economia. Nei fine settimana si può danzare e far festa intorno alla Plaza 19 de Julio.
Dintorni di Managua
Il grande vulcano situato al centro del Parque Nacional Volcán Masaya, che ancora fuma ed erutta, è circondato da vulcani minori e da fonti termali. Le leggende raccontano che le popolazioni indigene gettavano giovani donne nella lava bollente per placare la furia di Chaciutique, la dea del fuoco. Gli Spagnoli credevano che il vulcano fosse la porta dell'inferno e fosse abitato da demoni. L'ingresso al parco si trova soli 23 km a sud-est di Managua.La Laguna de Xiloá, un meraviglioso lago vulcanico situato 20 km a nord-ovest della capitale, è molto frequentata dai bagnanti. A El Trapiche, 17 km a sud-est della città, l'acqua sorgiva naturale è stata incanalata in grandi piscine all'aperto circondate da giardini e ristoranti.
León
León, per tradizione la città più liberale del Nicaragua, è ancora oggi il centro radicale e intellettuale del paese. La città è costellata di monumenti alla rivoluzione, tra cui notevoli murales sandinisti, e di edifici crivellati da proiettili. Sebbene segnata dai terremoti e dalla guerra, la città è adornata da numerose e raffinate chiese coloniali e da edifici di rappresentanza. Sulle sue strade si affacciano antiche case in stile spagnolo con muri in argilla bianca, tetti in tegole rosse, robuste porte in legno e freschi patios fioriti. La cattedrale di León, la più grande dell'America Centrale, è decorata da enormi dipinti di Antonio Sarria raffiguranti le stazioni della Via Crucis e contiene la tomba del poeta Rubén Darío. Nella Galería de Héroes y Mártires si può visitare un'esposizione che comprende, tra l'altro, le fotografie dei combattenti dell'FSLN morti durante la rivoluzione del 1978-1979.Costa caraibica
A differenza del resto del Nicaragua, la costa caraibica non è mai stata colonizzata ed è rimasta un protettorato britannico fino alla fine del XIX secolo. L'unica località della costa rivestita di foresta pluviale che costituisca una meta turistica è Bluefields, ma alcuni turisti compiono anche escursioni alle Islas del Maíz. Per raggiungere Bluefields da Managua si discende il Río Escondido con un viaggio in barca di cinque ore. La miscela di gruppi etnici che popola la città (e comprende amerindi - Misquito, Rama e Sumo -, neri e meticci originari di altre zone del paese) rende Bluefields un luogo particolarmente interessante e caratterizzato da un particolare amore per il divertimento; nella città si trovano diversi club che propongono musica reggae e, nel fine settimana, molti luoghi in cui ballare.Las Isletas
Las Isletas è un arcipelago di 356 isolotti situato appena al largo di Granada nel Lago de Nicaragua. I locali vivono di pesca e della coltivazione di frutti tropicali quali i mango e le noci di cocco e nell'isola si può ammirare una molteplice varietà di uccelli. Sull'isola di San Pablo c'è una piccola fortezza edificata nel XVIII secolo dagli Spagnoli per proteggersi dai pirati inglesi. L'Isla Zapatera, una delle più importanti zone archeologiche del Nicaragua, è stata dichiarata parco nazionale. Le gigantesche statue in pietra erette dagli indios nel periodo precolombiano sono state ormai trasferite, ma si possono ancora visitare antiche tombe e altre strutture. Altre tombe e alcune interessanti sculture in pietra si trovano anche sull'Isla del Muerto.Archipiélago de Solentiname
L'Archipiélago de Solentiname, situato nella zona meridionale del Lago de Nicaragua, è la sede di un'associazione di artisti fondata dal poeta Ernesto Cardenal e le isole dell'arcipelago sono note per la variopinta scuola di pittura naïf. L'arcipelago è un luogo ideale per le escursioni, la pesca e il relax. Le isole di Solentiname possono essere raggiunte salpando da San Carlos, nell'angolo sud-orientale del lago.Isole del Maíz
Le Isole del Maíz, a circa 70 km da Bluefields sulla costa orientale, sono costituite da due isole. L'isola maggiore ha una superficie di soli 6 kmq e l'altra, a 18 km più in là, di soli 1.5 kmq. Come altre isole della costa caraibica, un tempo le Isole del Maíz furono un porto di bucanieri. Oggi, le isole (in particolare la più grande) sono popolari luoghi di vacanza con chiare acque turchesi, bianche spiagge sabbiose, eccellenti possibilità di pesca, barriere coralline dove si pratica l'immersione e un tranquillo ritmo di vita.
un po' di storia...
Le prime tracce di insediamenti umani in Nicaragua sono le orme di Acahualinca, impronte di esseri umani e animali diretti verso il Lago de Managua conservate per 10 mila anni sotto strati di ceneri vulcaniche. Intorno al X secolo d.C. le popolazioni indigene del Messico migrarono nelle pianure nicaraguensi del Pacifico e quando, nel XV secolo, gli Aztechi si spostarono a sud per fondare una colonia commerciale, la cultura azteca fu adottata da molti indiani del luogo.
Il primo contatto con gli europei ebbe luogo nel 1502, quando Colombo costeggiò la costa caraibica. Nel 1522 una missione di esploratori spagnoli raggiunse le sponde meridionali del Lago de Nicaragua e alcuni anni dopo gli spagnoli colonizzarono la regione fondandovi le città di Granada e León e sottomettendo le tribù locali. Successivamente Granada divenne una città coloniale relativamente ricca e León un focolaio di liberalismo. Gli abitanti della zona circostante Managua, densamente popolata, opposero una fiera resistenza agli invasori spagnoli, che rasero al suolo l'intera città. Nei tre secoli che seguirono di Managua restò solo un piccolo villaggio.
Il Nicaragua ottenne l'indipendenza dalla Spagna nel 1821 insieme con gli altri paesi dell'America Centrale. Per un breve periodo fece parte del Messico e quindi fu annesso alla Federazione Centroamericana, per conseguire la piena indipendenza nel 1838. Poco dopo, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti rivolsero un acceso interesse verso il paese e Río San Juan, importante passaggio navigabile che conducendo dal Lago de Nicaragua al Mar dei Caraibi rappresentava una zona di notevole valore strategico. Nel 1848 gli inglesi conquistarono il porto situato sulla costa caraibica alla foce del Río San Juan e lo ribattezzarono Greytown. La città diventò un importante punto di transito per orde di speranzosi in cerca della strada più rapida per le miniere d'oro californiane.
Nel 1855 i liberali di León chiesero aiuto a William Walker, un filibustiere deciso a conquistare il territorio latino-americano, per conseguire il potere e rovesciare i conservatori di Granada. Walker e il suo gruppo di mercenari non ebbero difficoltà a conquistare Granada e il filibustiere si autoproclamò presidente del paese. Ma fu ben presto scacciato dal Nicaragua (una delle sue prime mosse era stata l'istituzionalizzazione della schiavitù), nonostante mostrasse un'assurda tenacia nei ripetuti tentativi di riconquistare il paese; i suoi sforzi furono un precedente per la continua intrusione degli Stati Uniti negli affari interni del Nicaragua.
Nel 1934 il generale Somoza, capo della Guardia nazionale (un corpo addestrato negli Stati Uniti), ordì l'assassinio del ribelle liberale Augusto C. Sandino e nel 1937 divenne presidente del Nicaragua tramite elezioni fraudolente. Nei venti anni che seguirono Somoza governò il Nicaragua in veste di dittatore, accumulando immense ricchezze personali e impossessandosi di proprietà terriere per una superficie corrispondente a quella del Salvador. Sebbene il generale Somoza fosse stato ucciso nel 1956, i suoi figli mantennero il dominio del paese fino al 1979. Per quanto l'opposizione al regime fosse da tempo notevolmente diffusa, fu il devastante terremoto del 1972, e più specificamente il modo in cui gli aiuti internazionali si riversarono nelle tasche della dinastia dei Somoza lasciando migliaia di persone a soffrire e a morire, che fece affermare l'opposizione al regime in tutte le classi nicaraguensi. L'opposizione si suddivise in due gruppi: il FSLN (Frente Sandinista de Liberación Nacional, noto anche come Fronte Sandinista) e l'UDEL, guidato da Pedro Joaquín Chamorro, direttore di La Prensa, il quotidiano critico nei confronti della dittatura.
Quando, nel 1978, Chamorro venne assassinato, la popolazione si sollevò violentemente dichiarando uno sciopero generale. La rivolta si diffuse e i gruppi moderati si unirono al FSLN per rovesciare il regime di Somoza. I sandinisti entrarono vittoriosamente a Managua il 19 luglio 1979. Ereditarono un paese devastato dalla povertà con innumerevoli senzatetto e analfabeti e un'insufficiente assistenza sanitaria. Il nuovo governo nazionalizzò le terre dei Somoza e vi costituì cooperative agricole. I sandinisti inaugurarono inoltre una massiccia campagna di istruzione che ridusse l'analfabetismo dal 50% al 13% e attuarono un programma di vaccinazione che debellò la poliomielite e ridusse di un terzo il tasso di mortalità infantile precedente la rivoluzione.
Non passò molto tempo prima che il paese dovesse confrontarsi con i gravi problemi derivanti dal suo 'buon vicinato' con il Nord. Il governo statunitense, che aveva appoggiato la dinastia dei Somoza fino alla fine, temeva che i Nicaraguensi dessero un pericoloso esempio agli altri paesi della regione: il successo di una rivoluzione popolare non corrispondeva esattamente agli auspici del governo statunitense. Tre mesi dopo l'insediamento di Ronald Reagan alla Casa Bianca, nel 1981, gli Stati Uniti annunciarono la sospensione degli aiuti al Nicaragua e lo stanziamento di 10 milioni di dollari per le organizzazioni controrivoluzionarie note come Contras. I sandinisti risposero impiegando gran parte delle risorse nazionali per difendersi dalla ribellione finanziata dagli Stati Uniti.
Nel 1984 in Nicaragua si tennero delle elezioni in cui Daniel Ortega, il leader dei sandinisti, ottenne il 67% dei voti, ma gli Stati Uniti continuarono ad attaccare il paese: nel 1985 decretarono un embargo commerciale che durò cinque anni e strangolò l'economia nicaraguense. Già allora era diffusamente noto che gli Stati Uniti finanziavano i Contras, spesso attraverso manovre segrete della CIA, e il Congresso statunitense aveva approvato tutta una serie di decreti in cui si richiedeva l'arresto dei finanziamenti. L'appoggio statunitense ai Contras proseguì segretamente finché lo scandalo noto come Irangate non rivelò che la CIA aveva venduto illegalmente armi all'Iran a prezzi gonfiati, impiegando i profitti che ne derivavano per sostenere i Contras.
Nel 1990 i Nicaraguensi sono stati chiamati alle urne e hanno eletto Violeta Chamorro, leader dell'UNO, il partito di opposizione, e vedova di Pedro Chamorro, il direttore di La Prensa che si era sacrificato per il suo paese. Sebbene l'insuccesso della Chamorro nella rivitalizzazione dell'economia nazionale e la sua crescente dipendenza dall'appoggio dei sandinisti abbiano indotto gli Stati Uniti a minacciare di ritirare gli aiuti concessi, l'importante era che la guerra civile fosse ormai terminata. Nel 1996 Daniel Ortega si è candidato alla presidenza del Nicaragua facendo ammenda degli 'eccessi' dei sandinisti e dichiarandosi centrista; ciononostante, egli è stato sconfitto dall'ex sindaco di Managua Arnoldo Alemán, candidatosi per l'Alleanza Liberale anticomunista e nominato presidente il 10 gennaio 1997.
Nel novembre del 1998 l'uragano Mitch si è abbattuto sulla costa atlantica dell'America Centrale lasciandosi dietro una situazione catastrofica. L'uragano, che nel momento di maggior violenza ha raggiunto la classe 5, ha attraversato la Costa Rica, il Guatemala, El Salvador, l'Honduras, la Giamaica, il Messico, il Nicaragua e Panama causando valanghe di fango e inondazioni, trascinando con sé intere strade e distruggendo ponti in tutta la regione. In Nicaragua le intense piogge che hanno fatto seguito all'uragano hanno scatenato una valanga di fango che ha seppellito diversi villaggi sulle pendici del Volcán Casita. L'uragano, uno dei più violenti e devastanti del secolo, ha mietuto oltre 10 mila vittime. La tragedia ha spinto diverse nazioni a cancellare il debito del Nicaragua alla fine del 1999, e ora il paese sta lentamente cercando di risollevarsi.
Le elezioni dei sindaci del 2000 hanno visto i sandinisti acquisire il controllo di 11 delle 17 capitali dipartimentali, e il membro dell'FSLN, Herty Lewites, ha vinto facilmente a Managua.
L'ex presidente Enrique Bolaños Geyer, insediatosi il 10 gennaio 2002, aveva presentato il suo programma di governo: lotta alla povertà e alla disoccupazione, miglioramento della sanità e dell'istruzione, incentivi per gli investimenti esteri nel paese. Ortega, il rivale sconfitto, è stato comunque riconfermato leader del partito sandinista e rieletto presidente della repubblica nel 2007.
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